Il cittadino italiano che abbia completato il ciclo vaccinale anticovid può uscire liberamente dai confini nazionali con il documento che attesta la sua acquisita immunità, ma al rientro in Italia è obbligatorio per chiunque, compresi i vaccinati, presentare l’esito negativo di un tampone molecolare effettuato nelle 72 ore precedenti. E ciò nonostante i soggetti vaccinati abbiano una probabilità di infettarsi e di trasmettere a loro volta il virus molto bassa, come emerge dai dati scientifici.
In diversi studi pubblicati negli USA risulta che il tasso di infezione dei soggetti vaccinati è stato in media dello 0.62%, sul totale delle 49.169 persone esaminate nei diversi studi. I primi dati delle ricerche in corso nel nostro paese sembrano confermare i risultati degli studi USA.
L’ECDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) in un suo documento del 21 aprile, considera che i viaggiatori completamente vaccinati abbiano un rischio di contagio molto basso.
Pertanto alla luce delle evidenze scientifiche pare scarsamente motivata la richiesta di tampone molecolare al cittadino italiano regolarmente vaccinato che rientra in Italia proveniente dai paesi di cui all’elenco C del Ministero della Salute, in pratica tutta l’Unione Europea più Gran Bretagna ed Israele. E altrettanto scarsamente giustificata appare la richiesta di tampone a chiunque sia regolarmente vaccinato e provenga da questi paesi, visti anche i conseguenti riflessi negativi sul turismo che potrebbe comportare il mantenimento di tale obbligo.
La libera circolazione dei soggetti vaccinati potrebbe favorire le politiche di prevenzione, apparendo come un incentivo ad estendere quanto più rapidamente possibile l’offerta vaccinale anche alle classi di età più giovani.
Ho quindi chiesto in un’interrogazione al Ministro della Salute, Speranza, se non ritenga opportuno revocare l’obbligo di tampone per chi entri in Italia provenendo dai paesi europei essendo regolarmente vaccinato.