<<Abbiamo parlato di potenziamento della rete ospedaliera. Ricordo che in Italia, in seguito ai tagli degli ultimi decenni, adesso abbiamo 3,1 posti letto ogni 1.000 abitanti, mentre, secondo i dati dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico del 2018, tra i Paesi vicini la Francia ne ha 5,9 e la Germania ne ha 8, quindi più del doppio rispetto ai nostri.
La pandemia, oltre ad aver evidenziato le gravi criticità della nostra medicina territoriale, ha anche letteralmente travolto – e sta continuando a farlo – i nostri ospedali. Tuttavia, avendo passato tutta la mia vita lavorativa a fare il medico in ospedale, già negli anni precedenti, ogni inverno – lo dico anche per esperienza, e c’è la testimonianza dei nostri colleghi – gli ospedali erano travolti dalle epidemie influenzali: non si trovava più un posto letto, quindi lunghe attese ai pronto soccorso, malati in barella, nei corridoi, negli atri, in ogni spazio disponibile.
Chiedo pertanto che si esamini anche il numero di posti letto, ovvero che si valuti una revisione del decreto ministeriale n. 70 del 2015 che stabilisce questi standard non solo per quanto riguarda – se n’è parlato – le terapie intensive, ma anche per quanto riguarda le degenze ordinarie e le semi-intensive, che hanno un certo grado di flessibilità, che sono molto poco rappresentate in Italia, che anche per far fronte a eventuali pandemie possono essere molto importanti.>>