Da quanto si apprende dalla stampa, sembra che a breve inizieranno dei lavori nel comprensorio dell’ospedale di Cattinara, ma solo per quanto riguarda il parcheggio e altri lavori preliminari.
Questo comporterà da subito l’abbattimento di gran parte della pineta per la costruzione di parcheggi, mentre per l’ospedale vero e proprio continuerà l’incertezza: un progetto non ancora approvato, lavori completati probabilmente entro 6-7 anni, e nel frattempo le degenze in ospedale dovranno convivere con un cantiere in piena attività. Per i triestini si prospetta un danno immediato e certo con la distruzione di un’area verde, finora ampiamente fruibile dai residenti della zona, e un risultato incerto, con disagi rilevanti per anni.
Il primo progetto volto a portare il Burlo a Cattinara e a ristrutturare le due torri risale a vent’anni fa. Da allora sono cambiate molte cose: la medicina è cambiata, i concetti di degenza ospedaliera e di privacy sono cambiati, sono esplose le infezioni ospedaliere. La pandemia ha messo più che mai in evidenza tutta la necessità e l’importanza di rivedere l’idea dell’Ospedale. Pensiamo all’ospedale di Renzo Piano, immerso nel verde (e qui invece si comincia proprio distruggendolo), con stanze singole volte al comfort dei degenti, ma anche al contenimento delle infezioni, e con la possibilità di ospitare un familiare.
Intanto a Trieste si continua a perseguire un progetto di ospedale ormai superato, con spazi ristretti e degenze in comune, quando proprio adesso ci sarebbe la possibilità di ripensarlo completamente, anche alla luce di quanto dovremmo aver imparato dalla pandemia. E’ ancora razionale ostinarsi a voler costruire il nuovo Burlo a Cattinara, quando nel frattempo si è investito, anche recentemente, in interventi di ristrutturazione degli edifici del Burlo?
Rivedere il progetto, ha dichiarato il Direttore generale Poggiana, comporterebbe un allungamento dei tempi di qualche anno, che evidentemente non ritiene accettabile. Ma sarebbe invece accettabile per i triestini trovarsi alla fine con un ospedale obsoleto e non funzionale per i prossimi cinquant’anni?
