C’è da chiedersi chi mai, fra i tecnici e gli scienziati che consigliano il Governo, abbia suggerito di imporre, e mantenere, un obbligo tanto assurdo come quello di indossare le mascherine all’aperto.
Non vi è alcuna evidenza scientifica né indicazione di autorità sanitarie internazionali che supporti questa decisione. La mascherina portata all’aperto dovrebbe costituire l’eccezione, quando si rimane per un certo tempo fermi vicino ad altre persone, non certo passeggiando per le strade, anche se sono affollate.
Oltre all’inutile disagio, queste irragionevoli imposizioni hanno a volte creato il panico, tanto che molte persone ormai ritengono pericolosissimo fare una passeggiata sul lungomare in una bella giornata di sole, e irresponsabile chi si azzarda a farla.
E proprio perché è un’imposizione assurda, e forse dannosa, non ha senso giustificarla con la prudenza. Sarebbe prudente, invece, oltre che razionale, porre l’obbligo di indossare mascherine più protettive, come le FFP2, sui mezzi di trasporto, che sembrano essere importanti luoghi di contagio.
Sono finalmente riprese le scuole in presenza, ma per il resto queste prime riaperture sembrano ancora molto timide. Per fare un esempio, i ristoranti e i bar possono lavorare solo all’aperto, il che, insieme al coprifuoco alle 22 permetterà un’attività molto incerta e limitata. Però c’è un segnale importante: questo governo, a differenza dal precedente, sembra conoscere meglio le modalità di diffusione del virus, e quindi sa che il contagio all’aperto è un’evenienza molto improbabile.
Se il rischio adesso dev’essere “ragionato”, possiamo sperare che anche sull’utilizzo delle mascherine si ricominci a ragionare.