Senatrice della Repubblica Italiana della XVIII Legislatura 2018-2022
Covid: troppe persone sane in isolamento, evitare tamponi inutili
Covid: troppe persone sane in isolamento, evitare tamponi inutili

Covid: troppe persone sane in isolamento, evitare tamponi inutili

In questo periodo, con l’incremento della circolazione del virus, il mantenimento delle regole attuali per l’esecuzione dei tamponi e il conseguente isolamento dei i positivi sta costringendo un numero sempre più elevato di persone perfettamente sane, asintomatiche ma positive al test a chiudersi in casa e a non lavorare.

Questo sta già mettendo in difficoltà diverse attività e servizi pubblici ma se, come è possibile che avvenga, la diffusione del virus dovesse ancora aumentare, si rischierebbe la paralisi di gran parte del Paese, in pratica un nuovo lockdown.

Le informazioni che provengono da diversi clinici autorevoli ci rassicurano sul fatto che, a causa della minor aggressività delle nuove varianti del virus, dell’utilizzo (finalmente!) di terapie efficaci e della vaccinazione di gran parte della popolazione, i casi gravi di polmonite da Covid sono ormai molto rari, e i ricoveri e i decessi riguardano in gran parte persone affette da altre patologie risultate positive al test a cui deve essere sottoposto ogni paziente che arriva in ospedale. Con la conseguenza, fra l’altro, che persone che necessitano, anche urgentemente di specifici trattamenti specialistici (infarto miocardico, ictus, traumi) finiscono ricoverate in generici “reparti Covid” dove le cure specialistiche non sono sempre assicurate con la stessa qualità e tempestività.

Le proposte avanzate da questi medici esperti vanno tutte nella stessa direzione: smettere di eseguire tamponi a tutti e riservarli solo alle persone con sintomi riconducibili a Covid, isolare chi è ammalato, ovviamente proteggere scrupolosamente le persone fragili, ma lasciar vivere e lavorare il resto degli italiani.

I tecnici del Ministero della Salute però non sembrano pensarla tutti a questo modo, e vi è fra questi chi continua a pretendere la ricerca e l’isolamento di tutti i casi positivi, anche in assenza di sintomi. Mossi dalla prudenza? Forse sì, ma solo nei confronti degli ormai rarissimi casi gravi di Covid e non di altre importanti e frequenti malattie, né delle conseguenze economiche e sociali. Anche l’utilità di misure così rigide sembra molto dubbia, visto che i casi di contagio in questo periodo sono, e su questo sono tutti d’accordo, fortemente sottostimati, e quindi un gran numero di cittadini positivi asintomatici continua, inconsapevole, a condurre una vita del tutto normale.

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