Proteggere gli anziani è necessario, ma chiudere in casa tutte le persone oltre a una determinata età è inaccettabile.
L’attività motoria, il sole e l’aria aperta sono fondamentali per mantenersi in buona salute e per tenere sotto controllo molte delle patologie croniche, quali diabete, ipertensione, cardiopatie, ma anche depressione, di cui spesso soffrono gli anziani.
Così come è importante la socializzazione, che ovviamente in questo periodo deve essere improntata alla massima prudenza, ma le persone devono essere consapevoli e informate, eventualmente aiutate ma non segregate.
Possibile che chi ci governa continui a declamare la propria attenzione alla popolazione anziana, a dichiarare di voler riformare la sanità rivolgendola alla cronicità e alle cure territoriali, che dovranno accompagnare ognuno di noi nell’ultimo periodo della vita, e poi riesca anche solo a concepire l’idea di imporre per decreto l’isolamento a casa di queste persone?
Sembra che, fortunatamente, si sia rinunciato a queste imposizioni. Rimane però l’impressione che gli anziani siano considerati cittadini di rango più basso, a cui rivolgere paternalistiche attenzioni quando fa comodo ma portatori di minori diritti e, quasi fossero tutti dementi, incapaci di comprendere, e quindi da dover costringere.