Senatrice della Repubblica Italiana della XVIII Legislatura 2018-2022
Ci si scandalizza per le mascherine, ma perché nessuno chiede stanze singole negli ospedali?
Ci si scandalizza per le mascherine, ma perché nessuno chiede stanze singole negli ospedali?

Ci si scandalizza per le mascherine, ma perché nessuno chiede stanze singole negli ospedali?

In questi giorni si è molto parlato dell’ipotesi, ora rientrata, di rimuovere l’obbligo di indossare le mascherine negli ospedali.

C’è chi lo riteneva ragionevole, perché la competenza dei sanitari e il buonsenso delle persone porterebbero a comportamenti in ogni caso sensati e prudenti, e chi invece ha gridato allo scandalo, come se la cessazione dell’obbligo per legge portasse a non indossare in alcun caso la mascherina all’interno delle strutture sanitarie.

Personalmente propendo per la prima delle due opinioni, ma se ne può ragionare e discutere.

Quello che mi sembra invece inconcepibile è che finora nessuna voce si sia levata a ricordare che in ospedale ci si contagia anche, e soprattutto, per la promiscuità delle degenze: a Cattinara le stanze sono a due o a quattro letti con bagno in comune, e in questi ambienti i degenti soggiornano 24 ore al giorno!

Bisogna smettere di pensare che l’ospedale sia un luogo pulito e sterile, dove i germi “cattivi” sono principalmente importati dall’esterno. Quante persone si sono ammalate di Covid in occasione di un ricovero ospedaliero? La pandemia sin dall’inizio si è diffusa grandemente nelle strutture di ricovero, anche quando le visite dall’esterno erano vietate e gli operatori lavoravano tutti con maschera e altri dispositivi di protezione efficaci.

Le infezioni ospedaliere da germi resistenti agli antibiotici sono un grande problema, per il quale l’Italia detiene un triste primato per mortalità, e queste si diffondono nell’ospedale fra i degenti. Le stanze singole hanno un grande significato dal punto di vista sanitario, prima che “alberghiero”.

Visto anche che il PNRR per gli ospedali parla di antisismica, di verde, di tecnologie, ma non affronta il problema delle degenze in comune, al Senato stavo studiando, insieme a professionisti esperti del campo, possibili iniziative per far sì che gli ospedali, con il procedere delle ristrutturazioni, si dotassero il più possibile di stanze singole, con un letto in più per un accompagnatore. Purtroppo, la fine anticipata della legislatura ha interrotto queste iniziative.

Sentire ora quelli che si scandalizzano all’ipotesi che le persone in attesa in un ambulatorio specialistico poco affollato o al bar dell’ospedale non siano obbligate a mettere la mascherina, e trovano evidentemente normale, perché su questo tacciono, che quattro anziani ammalati dormano nella stessa stanza, quando questa è anche una questione di privacy e dignità della persona, fa riflettere.

Forse molti percepiscono ancora la sanità pubblica come rivolta a poveri che devono accontentarsi e non pretendere, e sotto sotto pensano che la stanza singola sia un lusso per chi se la può permettere.

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