Senatrice della Repubblica Italiana della XVIII Legislatura 2018-2022
Chi ha paura dei vasi di fiori?
Chi ha paura dei vasi di fiori?

Chi ha paura dei vasi di fiori?

Le persone sono stufe. Se erano pronte ad accettare un certo grado di esitazione e di impreparazione all’inizio della pandemia, dopo un anno pretendono non solo un cambio di passo, ma un’inversione di tendenza.

Non menzioniamo neanche i danni sanitari collaterali determinati, dopo tutti questi mesi, dall’incapacità di riprendere la consueta attività ospedaliera (ormai le liste di attesa sono fuori controllo), ma si pensi alle cosiddette misure non farmacologiche, ossia alle diverse declinazioni del lockdown.

In particolare ci si vuole soffermare sui limiti alla mobilità. In Italia, la zona rossa impone di fatto di stare a casa e la passeggiata è consentita –almeno nell’interpretazione di alcuni Prefetti- entro il limite invalicabile dei 500 metri da casa.

Se è vero che il Presidente del Consiglio Draghi vuole applicare principi scientifici alle misure restrittive, contrariamente a quanto è avvenuto nel passato, spero vorrà intervenire anche su questa ennesima assurdità che ci perseguita tutti da più di un anno.

In un recente rapporto del Centro Europeo per il controllo delle malattie (ECDC) riguardante le misure di quarantena e test sui viaggiatori, emergono delle indicazioni che, per comparabilità di contesto sono ben applicabili anche alle nostre situazioni di mobilità quotidiana. La grossa preoccupazione è determinata dalla diffusione delle varianti. Ridurre la mobilità delle persone e/o ridurre i viaggi può aiutare a ridurre la diffusione delle varianti, tuttavia laddove la variante è già presente l’effetto del divieto di spostamento è limitato. Inoltre, prima di adottare delle limitazioni alla mobilità, è necessario soppesare gli effetti di sanità pubblica con quelli sulle risorse (anche sanitarie) necessarie all’applicazione delle limitazioni (test e tracciamenti e misure di polizia) e altresì con gli effetti negativi sul piano sociale ed economico.

Da questa semplice analisi costi-benefici, è intuibile che le limitazioni alla mobilità siano particolarmente svantaggiose. Pascolare nel recinto a 500 metri da casa è del tutto senza senso. Ricordiamo che imporre un limite alla mobilità, anche se giustificato da motivi di sanità pubblica, rimane una deminutio di un diritto fondamentale, non va preso alla leggera.

Parliamoci chiaro: le misure che aiutano a non contagiarsi sono azioni individuali che dopo un anno chiunque ha ormai capito ed introiettato: mantenere i distanziamenti di sicurezza, indossare la mascherina in ambienti chiusi, lavarsi le mani, non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani sporche.

Fermo restando che il rischio zero non esiste (si pensi al classico vaso di fiori in testa!), sopra questa immaginaria asticella di azioni e misure, i costi sociali ed economici superano di gran lunga i benefici sia in termini di salute che economici.

Ora si tratta di vedere se anche Draghi, come Conte e Speranza, ha paura dei vasi di fiori.

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