Gli operatori sanitari che assistono i pazienti Covid-19 dell’ASUGI non indosseranno più le tute intere protettive (tute tyvek) che fino a oggi impiegavano, con l’eccezione di quelli che lavorano nelle sale operatorie, rianimazione, recovery room, terapia intensiva postoperatoria e terapia semintensiva pneumologica. Lo impone una sconcertante circolare emanata oggi dal Direttore sanitario facente funzioni, che paradossalmente recita “Al fine di garantire agli operatori una maggior sicurezza, si dispone…”.
Medici e infermieri della Medicina Clinica, reparto internistico dedicato ai casi Covid-19, della Geriatria, dello stesso reparto Infettivi, non saranno più protetti come prima. Dovranno sì indossare mascherina FFP2, occhiali o visiera, camice impermeabile e doppi guanti, ma lasciare esposta la testa, parte del viso e degli arti inferiori. Nella circolare si parla di proteggere meglio chi esegue procedure che generano aerosol, dimenticando che anche l’esecuzione dei tamponi nasofaringei produce aerosol, come ben ricorda l’Istituto Superiore di Sanità. Così si distruggerà l’organizzazione e il lavoro compiuto da reparti che finora erano riusciti a proteggere efficacemente operatori e pazienti.
La riduzione di DPI sembra si applicherà anche alla struttura di Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza, dove invece qualcosa non ha funzionato, dato che quest’ultima è stata chiusa per l’epidemia. Il disastro evidentemente non è bastato, adesso anziché incrementare si ridurranno le protezioni.
Sembra molto probabile che la circolare sia stata motivata dalla carenza di DPI, che probabilmente persiste. Ma non chiediamoci perché Trieste sia stata così pesantemente colpita.


