Senatrice della Repubblica Italiana della XVIII Legislatura 2018-2022
Cattinara: cittadini e operatori come rane bollite
Cattinara: cittadini e operatori come rane bollite

Cattinara: cittadini e operatori come rane bollite

L’editoriale firmato da Enrico Grazioli su “Il Piccolo” di oggi è illuminante. Con chiarezza e semplicità descrive quello che è sotto gli occhi di tutti, e che noi triestini non siamo più capaci di mettere a fuoco: l’ospedale di Cattinara è al collasso, non vi è alcuna chiarezza sulle cause di tutto questo. Chi è responsabile della salute pubblica sembra occuparsi di discussione di riforme, grandi manovre e nomine di alti dirigenti, sottovalutando la criticità, grave e immediata, che i cittadini e gli operatori sanitari stanno affrontando quotidianamente.
 
Ed è probabilmente la rassegnazione che ci fa percepire come quasi normale, o inevitabile, quello che non lo sarebbe per nulla. Per lunghi anni ci siamo sentiti ripetere che bisognava tagliare la sanità, ma che i tagli si sarebbero (poi) rivelati potenziamenti, e intanto i tagli, anno dopo anno, si accanivano soprattutto sugli ospedali di Trieste, che negli anni hanno pagato il maggior tributo in termini di chiusure di reparti e posti letto. Quasi due terzi dei letti di degenza soppressi in regione sono stati chiusi a Trieste, e sono stati persi reparti storici di eccellenza, quali la Prima Chirurgica, l’Ortopedia ospedaliera, la Medicina d’Urgenza. Intanto l’ospedale di Udine (e, per carità, non mi si venga a dire che sto suggerendo di tagliare a Udine, perché non è così), per quanto non privo di serie difficoltà, si sta progressivamente affermando come unico vero ospedale “hub” regionale, riferimento per molte attività complesse, cosa mai dichiarata esplicitamente dalla politica, ma della quale cittadini e operatori sono ormai ben consapevoli.
 
Così, come la povera rana che non salta fuori dalla pentola e muore bollita mentre l’acqua viene riscaldata pian piano, ci siamo abituati anche all’insopportabile. Il Direttore de “Il Piccolo” invece, non avendo avuto modo di abituarsi, percepisce che l’acqua scotta e conclude con un appello che tutti dovremmo sottoscrivere: “Poi potrete continuare pure le discussioni sulla riforma del Sistema sanitario regionale o le grandi manovre per le nomine di commissari e dirigenti: ma prima restituite ai triestini un ospedale degno di loro e del loro diritto a non stare peggio di quanto sarebbe lecito e dovuto”.
 
Laura Stabile

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