BUROCRAZIA E SALUTE
BUROCRAZIA E SALUTE

BUROCRAZIA E SALUTE

Speriamo di poter attribuire alle dichiarazioni dell’Assessore Riccardi su “il Piccolo” di oggi, 23 gennaio, un significato almeno un po’rassicurante per il prossimo futuro della sanità pubblica: le Aziende non saranno più tenute a mantenere il tetto di spesa per il personale ai valori del 2004 ridotti dell’1,4% non appena la Direzione centrale ne avrà recepito il superamento ad opera della Legge di Bilancio 2020, in vigore dal 1° gennaio.

Cosa mai servirà alla Direzione centrale per “recepire” una norma vigente? Non riesco a fare a meno di immaginare un pachiderma dormiente che prima o poi aprirà un occhio…

E’ ovvio che l’applicazione della nuova norma richiederà del tempo, e si dovranno rivedere i bilanci. Di certo il testo del Piano attuativo 2020 dell’Azienda giuliano isontina, formalizzato con decreto del 10 gennaio, è stato esteso in precedenza, però questo non significa che le Aziende siano tenute a decretare sciocchezze al limite del ridicolo, come l’attesa dell’esito di un ricorso contro una norma che non esiste più.

L’Assessore Riccardi avrebbe potuto semplicemente confermare a cittadini e operatori il fatto che le assunzioni saranno finalmente sbloccate, che è l’unico argomento di reale interesse per la collettività. Invece le sue affermazioni appaiono prima di tutto una difesa irragionevole di una burocrazia ottusa e di grande inerzia e, forse, anche l’espressione di una certa avversione personale. E tutto questo, da parte di chi rappresenta l’Istituzione, sembra molto meno rassicurante.

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