Di solito non scrivo su temi strettamente “politici”, dato che il mio impegno verte soprattutto sulla sanità, campo nel quale forse posso offrire un contributo con qualche competenza.
Ma quanto apparso sulla stampa negli ultimi giorni mi pare richieda qualche chiarimento, e riflessione.
In tutti questi mesi di pandemia a mio avviso il Governo non è stato in grado di contemperare efficacemente la lotta al virus con le necessità dell’economia, della scuola, della vita e della salute, nel senso più ampio, delle persone. Con il rischio di portare il Paese al tracollo e i cittadini allo stremo. Non è pensabile che adesso dia il mio appoggio a questo governo, e d’ora in poi ne approvi l’operato.
Però è un momento difficile e confuso, che richiede grande riflessione, perché l’ipotesi di una crisi di governo e l’eventualità di elezioni in piena pandemia ha portato sull’Italia l’attenzione preoccupata di molti Paesi europei.
E proprio la pandemia sta dimostrando, fra le altre cose, quanto dell’Europa, e del suo sostegno, abbiamo bisogno. Ma il movimento politico a cui appartengo, convintamente liberale ed europeista, è inserito in una coalizione composta per la maggior parte de forze definite sovraniste, e mi sembra necessario, e legittimo, domandarsi a quali principi sarebbero ispirate le scelte politiche del centrodestra, che attualmente si descrive quale unito e compatto, nei confronti dell’Europa. Sarà possibile orientare in senso europeista l’intera coalizione?
Tornando un po’ più nel piccolo, e sui temi di cui prevalentemente mi occupo, la pandemia continua a dimostrare quanto sia importante avere un sistema sanitario pubblico solido ed efficace. E il potenziamento della sanità pubblica è stato uno degli elementi principali del nostro programma elettorale in Friuli Venezia Giulia. Anche qui vi è un motivo di seria preoccupazione, perché sembra che i nostri alleati continuino a ispirarsi al “modello Lombardia”, dove si è investito molto sulla la sanità privata. Il privato certamente offre prestazioni di grande eccellenza, sappiamo che persone provenienti da tutta Italia vanno a curarsi in Lombardia. Non pretendo assolutamente di spiegare il perché la pandemia abbia colpito così duramente questa regione, però mi sembra che ovunque sia emersa la necessità di un rafforzamento delle cure territoriali, di una rete anche ospedaliera in grado di far fronte all’emergenza e alle necessità di ricovero, che nella gran parte dei casi riguardano assistenza e cure che non sono di elevata complessità, ma devono essere assicurate a tutti e diffuse in modo capillare, e questo non può che essere compito prevalente del sistema pubblico.
Spero di aver fatto chiarezza.