Covid: meno obblighi, più informazione

Covid: meno obblighi, più informazione

Il Coronavirus certamente si diffonde ancora, anche se in una forma mediamente meno grave, ed è certamente necessario mettere in atto delle azioni volte a contrastarne, se non la diffusione, che potrebbe non essere realisticamente possibile, e forse nemmeno auspicabile per chi non è a rischio, almeno la gravità.

Bisogna proteggere le persone “fragili”, che non vuol dire isolarle o rinchiuderle, che le esporrebbe ad altri importanti rischi ma, per esempio, sconsigliare loro di andare a teatro proprio nel pieno di un’epidemia da virus respiratorio e privilegiare, quando possibile, gli incontri all’aria aperta; è utile anche che indossino una mascherina realmente protettiva nelle situazioni a maggior rischio, ma solo per il tempo necessario. Le persone ormai hanno compreso, per esempio, che non bisogna andare a trovare i nonni quando si è raffreddati, e che chi va a lavorare con l’influenza non è un eroe ma potrebbe diventare una sorta di untore per i colleghi e gli eventuali utenti.

Tutte misure ormai entrate nel senso comune per la gran parte di noi. Colpisce invece che il Ministro della Salute, in un periodo ormai lontano dalla fase emergenziale (reale, non legiferata) pensi ancora di governare un problema sanitario con obblighi e sanzioni, piuttosto che con informazione, condivisione e buon senso.

L’informazione certamente è stata carente: si vedono persone disinfettare ossessivamente mani e superfici (1 caso di Covid su 10 mila deriverebbe dal contatto con superfici infette, fonte: CDC) e poi conversare al ristorante urlando addosso al vicino, quando parlare ad alta voce è stato dimostrato che rilascia grandi quantità di virus nell’ambiente.

C’è chi il buon senso non ce l’ha? Sì, ma allora è in ogni caso poco probabile che rispetti le regole.

Le mascherine a scuola: giusto raccomandarle al chiuso nel caso siano presenti persone fragili, ma l’obbligo generalizzato causa i disagi derivanti dall’uso prolungato della mascherina, e nessun beneficio.

Le malattie cardio e cerebrovascolari sono la prima causa di morte in Italia, e i principali fattori di rischio sono noti. Al Ministro Speranza non verrà mica in mente prima o poi di mettere a dieta per legge gli obesi e di ordinare ai cittadini di camminare per almeno 30 minuti al giorno?

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