NUE 112: a rischio la sicurezza

Roma, 6 ottobre.  Un poliziotto  chiama il numero unico di emergenza 112 perché ha bisogno dell’intervento urgente delle volanti, ma viene messo in attesa per cinque lunghissimi minuti prima di poter parlare con la sala operativa della Questura.

L’audio con la registrazione della telefonata è rimbalzato nelle chat delle forze dell’ordine e quindi ripreso dai media nazionali.

In tali circostanze è compromessa la sicurezza dei cittadini, degli stessi poliziotti, ed è fortemente ridotta anche la possibilità di assicurare alla giustizia i delinquenti.

Da quando c’è il 112 non si contano le testimonianze sui media di ritardi ed errori nei soccorsi sanitari che troppo spesso hanno reso vana la corsa dell’autoambulanza; ora viene portato alla ribalta l’aspetto sicurezza, altrettanto importante per l’incolumità e la vita dei cittadini.

Sono gli stessi poliziotti a ripetere da anni, purtroppo inascoltati, che questo sistema del 112 non funziona, perché anche pochi minuti fanno la differenza, perchè così si lascia un margine di tempo ai delinquenti per consumare il crimine e poi far perdere le tracce. E come sempre sono i cittadini a pagare, due volte, vittime dei criminali e del 112. E vittime anche i poliziotti, che invece di essere aiutati dalle nuove tecnologie, sono ostacolati da un’organizzazione farraginosa. Sono più che comprensibili la rabbia e la frustrazione degli agenti sul campo, quando magari la volante è a poche centinaia di metri da dove è in corso una rapina o un’aggressione, ma non può essere allertata perché la chiamata è ferma nei meandri del 112.

In un periodo di massima attenzione per la sicurezza, con drammatici episodi di sangue  e con l’allarme terrorismo mai del tutto cessato,  chi ha bisogno della polizia dovrebbe poter parlare subito e direttamente con un  operatore di polizia, l’unico che ha formazione ed esperienza per capire rapidamente di cosa si tratta,  che conosce il territorio, che può dare consigli preziosi, anche vitali per chi chiama, che è in grado di indirizzare da subito  le volanti nel posto giusto e con le informazioni giuste.

Perché non 5 ma anche solo 2 -3 minuti, perché un’informazione imprecisa o anche solo incompleta,  possono fare la differenza tra la vita e la morte dei cittadini e degli stessi agenti.

Sulla sicurezza e sulla tutela dell’incolumità delle persone non si può continuare con pressapochismo e opacità, serve chiarezza, a tal fine mi sono fatta promotrice in Senato di un’indagine conoscitiva sul NUE 112, che ha riscosso ampio consenso tra i senatori della commissione parlamentare a cui appartengo. La crisi di governo ha purtroppo rallentato i lavori, ma credo che finalmente a breve si potrà concretizzare questo impegno.

Perché quanto prima si tornerà a fare chiarezza, tanto prima si potrà rimediare a questa enorme falla sulla sicurezza e quindi a garantire più protezione a tutti.

Laura Stabile

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