Dalla Corte dei conti la fotografia della sanità del FVG dopo quattro anni di riforma Serracchiani

Il recente Referto della Corte dei Conti, che ha esaminato a fondo l’andamento della sanità del Friuli Venezia Giulia negli anni successivi all’approvazione della riforma Serracchiani, ha dato una valutazione del tutto negativa della gestione del sistema sanitario in questa regione.
 
Le gravi criticità riscontrate dal punto di vista della magistratura rispecchiano in modo puntuale quelle denunciate in questi anni da professionisti, cittadini e forze politiche attente ai problemi della sanità pubblica, con l’aggiunta di elementi a dir poco sconcertanti sulla gestione della sanità in questi anni di applicazione della riforma sanitaria.
 
Per quanto riguarda gli ospedali sono stati evidenziati “un decremento di impianti, apparecchiature e attrezzature (…) manifestatosi in misura ben più ampia rispetto a quanto mediamente accaduto nelle altre regioni”, una “diminuzione di concorrenzialità nel confronto con le altre regioni”, e una riduzione della complessità della casistica, senza che vi sia stata una proporzionale riduzione dei costi. Anzi nonostante l’arretramento dei servizi offerti la Regione Friuli Venezia Giulia si colloca ai livelli di spesa pro capite per la gestione del servizio sanitario più elevati in ambito nazionale.
 
Valutazioni sfavorevoli emergono anche per la prevenzione, in particolare la copertura vaccinale, per l’emergenza-urgenza e per il Sistema 118-NUE 112, dove si evidenzia un grave peggioramento dei tempi di soccorso, che risultano tra i più lunghi rispetto agli standard nazionali.
 
La riduzione dell’assistenza ospedaliera avrebbe dovuto essere accompagnata dall’incremento di quella territoriale: «Si sarebbe dovuto “bilanciare” con un incremento dei servizi di assistenza primaria e territoriale i possibili effetti negativi di una manovra di riduzione dell’ospedalizzazione e dei posti letto negli ospedali di ricovero», al fine della “salvaguardia dei complessivi livelli di servizio delle prestazioni sanitarie”.
 
La Corte dei Conti ha quindi ritenuto di valutare, per quanto riguarda le nuove forme organizzative dell’assistenza primaria previste dalla riforma (Aggregazioni Funzionali Territoriali e Medicina di Gruppo, Centri di Assistenza Primaria “CAP”, Presidi Ospedalieri per la Salute, Fascicolo sanitario elettronico), le concrete attività svolte e l’effettiva disponibilità dei servizi, quindi non gli annunci ma i fatti.
 
E su questo è emerso il dato sconcertante e, in negativo, davvero impressionante. Nei quasi quattro anni di applicazione della riforma sanitaria, mentre si stavano operando tagli pesantissimi all’assistenza ospedaliera, la Direzione Centrale Salute non aveva idea di cosa stesse avvenendo sul territorio, non ha effettuato, e non era in grado di effettuare alcun monitoraggio dell’attivazione e del funzionamento della nuova medicina territoriale. Il sistema informativo utilizzato è risultato vetusto e inefficiente: la Direzione Centrale Salute non aveva evidenza di quali CAP fossero stati aperti né tantomeno delle attività da questi eseguite, non ha svolto e non era in grado di svolgere alcun serio controllo dell’attività della nuova organizzazione dei Medici di Medicina generale, e non disponeva di alcun dato sull’assistenza domiciliare integrata (numero di interventi, ore dedicate, pazienti seguiti, personale infermieristico/medico impiegato).
 
Più in generale, la Corte dei Conti ha rilevato che la Direzione Centrale Salute, che in Friuli Venezia Giulia esercita “ogni potere amministrativo ai fini della guida e miglioramento del sistema sanitario regionale”, e che “gestisce complessivamente un volume di finanziamenti – e conseguenti spese – pari a ca. 2miliardi e 300 milioni di Euro” ha presentato evidenti difficoltà nello svolgimento delle proprie funzioni, con “grave inefficienza dei servizi informativi e delle procedure”, tanto che “quelle relative al controllo periodico degli enti del servizio sanitario regionale” risultano inefficaci perché “vengono compiute nella maggioranza dei casi con grave ritardo, violando i termini fissati dalla normativa vigente”.
 
Ancora una volta si conferma il fallimento della riforma sanitaria Serracchiani, ed emergono responsabilità non solo della politica, ma anche strettamente tecniche, di gestione irresponsabile della sanità pubblica perché, mentre si chiudevano reparti e servizi, i vertici regionali pare non si siano minimamente preoccupati neppure di sapere se si stavano creando delle carenze di assistenza. Appare sconcertante che chi ha occupato posizioni di vertice nella sanità regionale in questi quattro anni di riforma le occupi ancora come niente fosse, sia pure in ruoli diversi, e non sembri indotto a trarre, considerando le proprie responsabilità, le inevitabili conclusioni.
 
Sen. Laura Stabile

2 pensieri riguardo “Dalla Corte dei conti la fotografia della sanità del FVG dopo quattro anni di riforma Serracchiani

  1. Se non ricordo male la Corte dei Conti già qualche mese fa chiosò l’andazzo della sanità regionale, e l’allora governatrice Serracchiani urlò inviperita il proprio dissenso anche pretendendo una revisione riabilitativa da parte di quell’ente. Oggi abbiamo conferma che le critiche erano ampiamente legittime. Da queste parti, purtroppo, imperversa però un certo tipo d’informazione (“mass media”), per cui le rivelazioni Stabile avranno poco spazio, in compenso ci aspettiamo nuovi lai della friulana col posto a Roma ma curiosamente tuttora presente sulla “barca barcolana”. Bruno

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *