3 giugno, visita RSA Igea Trieste

Ieri, 3 giugno, sono stata invitata a visitare la RSA IGEA di Trieste per valutare questa realtà sanitaria e per rendermi conto di persona se siano rispettati i diritti alla tutela della salute dei cittadini, anche a seguito della recente attenzione al tema della gratuità della degenza da parte della stampa e del Consiglio Regionale.
 
Nel corso dell’incontro ho preso visione delle procedure di ingresso e di dimissione dei pazienti, anche per meglio comprendere il senso delle recenti segnalazioni di ospiti che hanno lamentato di aver dovuto pagare parte dei costi della degenza nonostante le norme regionali prevedessero la gratuità.
 
Ho potuto riscontrare che effettivamente il modulo di consenso dell’Azienda Sanitaria di Trieste in uso, obbligatoriamente firmato da tutti i pazienti o dai loro familiari prima dell’accoglimento in RSA, riporta che la gratuità cessa dopo 30 giorni e non dopo 60, nonostante il provvedimento assunto dalla stessa ASUITS lo scorso dicembre. Ho avuto anche conferma che ci sono stati casi di persone che hanno dovuto per questo interrompere prematuramente il percorso di cura e riabilitazione, in quanto impossibilitati a sostenere la spesa (ad esempio, per 10 giorni, nel livello assistenziale “base”, l’assistito è tenuto a corrispondere 550 euro).
 
Ho potuto così conoscere ed apprezzare da vicino le modalità con cui gli ospiti vengono seguiti in stretta collaborazione con gli operatori dei Distretti della ASUITS, al fine innanzitutto del recupero dell’autonomia delle persone molto anziane, per offrire loro la possibilità di ritornare a casa in grado di condurre una vita dignitosa e di soddisfacente qualità nel modo più indipendente possibile.
 
L’incontro si è concluso con il impegno di approfondire gli aspetti legali e tecnici relativi al diritto alle cure gratuite in questo ambito, nonché gli aspetti connessi all’organizzazione delle RSA. Un ambito questo molto rilevante a Trieste dove per un paziente su 3-4 dimessi dall’ospedale i Distretti giudicano necessarie le cure in RSA, quindi circa 3.000 all’anno nelle quattro RSA.
 
Concludo ringraziando la direzione della RSA IGEA per la cortese disponibilità e per i puntuali ed esaustivi chiarimenti dati sulle problematiche affrontate.
 
Laura Stabile

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